APPELLATION MARGAUX

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APPELLATION MARGAUX

A sud del Mèdoc (dal latino medio-aquae: tra le acque) si trova la più famosa delle appellations di Bordeaux, cioè Margaux, che vive della luce riflessa del suo Premier Grand Cru Classè omonimo e con i vigneti più estesi, rispetto alle altre tre denominazioni, tutte locate verso nord nella città di Pauillac e cioè Lafite, Latour e Mouton-Rothschild. Quest’ultima appellation è transitata in Premier Cru soltanto nel 1973, mentre le altre sono state così classificate nel lontano 1855. Esiste, poi, un quinto Premier Cru, sempre dal 1855, che è situato nella città di Pessac nelle Graves: Haut Brion. 

puromalto

Margaux è collocata sur le rive gauche de la Gironde, vicino all’estuario de la Garonne, proprio di fronte a Bourg, dove gli antichi Romani impiantarono le prime viti in questo territorio. Nel primo secolo d.C., poi, i Bituriges, un popolo di guerrieri celtici, svilupparono la coltivazione di un vitigno di provenienza greco-albanese: la “Balisca”, che essi chiamarono “Biturica” e poi “Vidure”, l’attuale Cabernet. I vigneti di Margaux si estendono in cinque comuni: Labarde, Arsac, e Antenac a sud. Margaux al centro e Soussan a nord. Complessivamente i Crus Classés di Margaux prevedono un Premier Cru, cinque Seconds Crus, dieci Troisièmes Crus, tre Quatrièmes Crus e due Cinquièmes Crus. I vitigni che si coltivano sono quelli classici del luogo: Cabernet sauvignon, Cabernet franc e Merlot in primis e poi anche buone percentuali di Carmènere, Malbec e Petit verdot.  In tutto il Médoc il clima è influenzato dalle due ampie distese d’acqua, l’oceano e la Gironda, che agiscono da regolatori del calore e creano le condizioni per un microclima ideale per la viticoltura. La Corrente del Golfo, poi, dà inverni miti, estati calde, e lunghi autunni assolati. Inoltre, la fascia continua di pinete delle Landes, che si estende quasi parallelamente alla regione, protegge tutto il territorio dai venti nord-occidentali.

Nel comprensorio di Margaux il terreno è composto di uno strato di ghiaia a ciottoli, sopra un sottosuolo ancora di ghiaia interstratificata con calcare. Qui solo i vini rossi hanno diritto alla denominazione Margaux. Nella vinificazione in rosso viene aggiunta spesso una piccola quantità di “vin de presse”, cioè il vino di ultima torchiatura, scuro, tannico, che si ottiene al termine della fermentazione alcolica e dopo la malolattica, spillato dalle fecce nella vasca e spremendo il residuo di bucce e vinaccioli. Questo procedimento consente al vino di ottenere più corposità e longevità. Tanto è vero che questi vini possono invecchiare tranquillamente anche per oltre 30 anni.

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Lo Chateau Margaux è il vino più famoso e più grande al mondo, assurto a gloriosa rinascita nel 1977, quando la proprietà fu acquistata per 72 milioni di franchi da André Mentzelopoulos, che ha dovuto poi spendere una cifra analoga per rinnovarla. Ma sicuramente ne è valsa la pena. Il bouquet del vino Margaux è fine e complesso. In bocca esprime morbidezza e finezza e la trama vellutata di questo vino maschera la sua intensità. Sorprendentemente ricco e concentrato, con un finale elegante, persistente e con tannini maturi e splendidi di tostato e vaniglia, derivanti dal legno delle barriques. Insomma, un vino perfetto e di grande stoffa.

Ottimi vini di questa denominazione sono poi: il Palmer, il Rauzan-Ségla, il Brane-Cantenac, il D’Issan, e il Kirwan.

Enrico Malgi

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